Crescita e solidarietà: il 2025 del Caritas Baby Hospital
Nonostante la delicata situazione, nel 2025 il Caritas Baby Hospital ha raggiunto risultati significativi: è aumentato il numero dei bambini accolti, sono stati ampliati i servizi centrali ed è cresciuto il progetto di chirurgia. Tutto questo è stato possibile grazie al grande impegno a livello locale e alla solidarietà di molti partner.
– Kathrin Salmon, Direttrice amministrativa
Pur in un contesto generale molto difficile, il Caritas Baby Hospital guarda a un anno nel complesso positivo. Dopo il forte calo dei pazienti registrato a seguito del 7 ottobre 2023, il 2025 ha segnato una significativa ripresa. Sono state erogate oltre 40’000 terapie, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente. La domanda è cresciuta in particolare nei mesi invernali, complice l’aumento delle malattie respiratorie, insieme a un incremento delle visite neurologiche e gastroenterologiche.
Questi numeri rappresentano molto più di semplici statistiche: raccontano di bambini accolti e curati, di genitori che hanno trovato sostegno in momenti difficili e di un’équipe ospedaliera fortemente impegnata che, ogni giorno, opera in un contesto complesso. Per molte famiglie, l’Ospedale pediatrico resta l’unico riferimento specializzato per le cure pediatriche in Palestina.
Un impegno comune per il domani
L’anno in esame è stato caratterizzato in particolare dal progetto di chirurgia pediatrica, che, grazie a numerose donazioni, è in fase di realizzazione. Il nuovo edificio grezzo è stato completato con successo alla fine dell’estate. Con l’avvio dei lavori di finitura interna è iniziata una nuova fase del cantiere, mentre parallelamente sono state ordinate le prime attrezzature e apparecchiature mediche.
La Commissione edilizia ha svolto un ruolo centrale. Composta da rappresentanti del Consiglio direttivo, della sede operativa di Lucerna e del Caritas Baby Hospital di Betlemme, ha lavorato in stretta collaborazione oltre i confini nazionali. Oltre alle riunioni periodiche di coordinamento, ha effettuato analisi tecniche e rigorosi controlli dei costi.
Quando in primavera le offerte ricevute hanno superato nettamente le previsioni di budget per la seconda fase di costruzione, la Commissione ha reagito tempestivamente e con senso di responsabilità, avviando un nuovo bando di gara e rivedendo le priorità. Nonostante il conseguente ritardo, è stato possibile garantire la qualità del progetto e contenere i rischi finanziari.
Durante questa fase intensa e dopo attenta valutazione, il Consiglio direttivo ha deciso di adeguare il budget. Tra i fattori determinanti vi sono l’aumento dei costi delle imprese edili palestinesi, dovuto ai maggiori costi operativi e ai crescenti rischi economici, oltre all’incertezza del contesto politico e finanziario globale.
Un momento particolarmente significativo è stata la benedizione della struttura grezza nell’ottobre 2025. Uno dei due patrocinatori di Aiuto Bambini Betlemme, il vescovo di Basilea mons. Felix Gmür, ha potuto visitare il cantiere insieme alla Presidenza. Il suo commento: «Questa visita è un segno di solidarietà con la popolazione locale e in particolare con i bambini palestinesi, che negli ultimi due anni hanno sopportato sofferenze indicibili». La struttura grezza è stata benedetta alla presenza dello staff ospedaliero.
Al centro la salute mentale
Le tensioni nella regione, accentuate dall’intensificarsi delle attività dei coloni in Cisgiordania, hanno influenzato profondamente la vita quotidiana di bambini, giovani e famiglie. La salute mentale dei più piccoli ne ha risentito in modo particolare: l’insicurezza costante e le ripetute violenze hanno lasciato segni psicologici significativi.
Ciò evidenzia l’urgenza di offrire sostegni strutturati e servizi di assistenza continuativi. A metà anno, l’offerta è stata temporaneamente sospesa poiché la psicologa non ha potuto più garantire le terapie a causa di un trasloco.
La grave carenza di personale qualificato in Cisgiordania rappresenta una sfida importante. Lo staff sta quindi lavorando intensamente per poter reintrodurre il servizio nel 2026.
Un sentito ringraziamento va a tutte le sostenitrici e i sostenitori che, con la loro solidarietà, consentono ai bambini palestinesi di accedere alle cure, di nutrire speranza di guarigione e di guardare al futuro con nuove prospettive. Insieme continueremo a impegnarci affinché ogni bambino possa esercitare il proprio diritto alla salute.
