Inaugurata a Betlemme la nuova chirurgia pediatrica diurna del Caritas Baby Hospital
Con l’apertura dell’ unità di Chirurgia pediatrica diurna i bambini palestinesi potranno essere operati in un reparto pensato per loro, senza spostamenti, permessi e ore di attesa ai checkpoint.
Il 29 ottobre 2026 il Caritas Baby Hospital di Betlemme ha inaugurato la nuova unità di chirurgia pediatrica diurna, l’Ala del Giubileo. È un traguardo atteso da tre anni, raggiunto nonostante la guerra, i blocchi stradali e la difficoltà di reperire i materiali, che in alcuni casi costavano il doppio.
Finora in Cisgiordania i bambini che avevano bisogno di un intervento chirurgico venivano spesso operati in strutture non pediatriche, insieme agli adulti. La nuova unità, collegata direttamente all’edificio principale dell’ospedale, offre spazi e cure adatti all’età dei piccoli pazienti. Se ci fossero complicazioni, medici specialisti e infrastrutture sono subito a disposizione.
Issa Bandak, CEO del Caritas Baby Hospital di Betlemme. Ha definito l’apertura «una tappa nella storia della medicina pediatrica in Palestina», in un Paese dove i minori sono oltre il 40% della popolazione.
Le piccole cose che cambiano la vita
Nella day surgery si eseguiranno soprattutto gli interventi semplici e frequenti che finora non si potevano fare in sicurezza a Betlemme: l’asportazione delle tonsille per i bambini che si ammalano di continuo, l’incisione di un ascesso, il drenaggio trans-timpanico per chi rischia di non sentire bene per tutta l’infanzia. Sono interventi che si fanno in giornata, ma che senza una struttura adatta possono significare mesi di attesa, dolore e, a volte, danni permanenti.
«Sono le cose semplici, quelle di cui non si parla mai, che cambiano la vita di un bambino e la serenità di una famiglia», sottolinea Emilio Benato, vicepresidente di Aiuto Bambini Betlemme. «Questa chirurgia non è stata costruita solo con mattoni e attrezzature: è stata costruita dalla fiducia di chi non ha mai fatto mancare il suo sostegno, anche in un tempo così buio.»
La cerimonia
L’inaugurazione si è svolta sotto l’alto patrocinio del cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, e del ministro della Salute palestinese, rappresentato da Nafez Sarhan, direttore dell’ospedale governativo di Beit Jala. Erano presenti i vertici della Kindrehilfe Bethlehem insieme a rappresentanti di Germania e Italia, sindaci e istituzioni locali.
Il cardinale Pizzaballa ha ricordato che dietro ogni bambino malato c’è un’intera famiglia e che la day surgery potrà aiutare «centinaia, se non migliaia di persone». Per portare a termine un progetto simile, in una situazione così delicata, servono «coraggio e lungimiranza». Ha inoltre assicurato che le Chiese cristiane in Palestina continueranno a sostenere l’ospedale.
Chi ha costruito l’Ala del Giubileo
L’edificio sorge su un terreno della Custodia di Terra Santa ed è costato circa otto milioni di dollari. È stato finanziato in gran parte da privati, fondazioni e diocesi attraverso le associazioni Aiuto Bambini Betlemme in Italia, Germania, Austria e Svizzera. Tra i principali sostenitori ci sono anche la Fondazione Peppino Vismara, l’Arab Fund for Economic and Social Development e l’Ufficio di rappresentanza della Svizzera presso il Territorio della Capitale Europea della Salute.
«La vostra generosità ci ha permesso di arrivare fin qui. Ora siamo pronti ad accogliere i primi piccoli pazienti», è il messaggio del dottor Ra’fat Allawi, primario del Caritas Baby Hospital.
E ora si comincia
Con l’inaugurazione inizia la fase operativa. Medici dell’ospedale e specialisti esterni opereranno nella nuova unità; secondo l’ospedale, il primo bambino potrebbe essere operato già a gennaio 2027.
«Il 29 ottobre abbiamo inaugurato la chirurgia, ma sono i bambini che entreranno da quelle porte nei mesi a venire ad avere davvero bisogno di noi», dice Emilio Benato. «Ogni donazione, piccola o grande, tiene aperte quelle porte.»








