Betlemme, la vita sospesa delle famiglie: violenze in aumento e bambini a rischio
La situazione di Betlemme rimane estremamente tesa: le scuole sono chiuse, le restrizioni agli spostamenti sono enormi e gli episodi di violenza si moltiplicano. Le famiglie vivono una quotidianità segnata da tensione e insicurezza, mentre progetti fondamentali, come la realizzazione della chirurgia diurna del Caritas Baby Hospital, subiscono rallentamenti.
Dall’inizio della recente escalation, in Cisgiordania si registra un aumento delle incursioni notturne nelle case palestinesi, dei blocchi stradali e delle chiusure improvvise delle strade principali. Una situazione che genera paura e preoccupazione costante per molte famiglie. I lunghi tempi di attesa ai checkpoint e le operazioni militari improvvise rendono gli spostamenti nella regione terribilmente difficili. Tragitti che normalmente richiederebbero circa quaranta minuti possono arrivare a durare ore.
Per precauzione, molti genitori scelgono di non uscire di casa con i propri figli. Le scuole di Betlemme resteranno chiuse fino a nuovo ordine. In questo contesto, recarsi in ospedale diventa estremamente complicato. Molte famiglie rinunciano persino alle cure necessarie, con il rischio di compromettere la salute futura dei propri bambini.
Violenze e incursioni nelle case
Secondo quanto riportato dai media, l’esercito israeliano sta intensificando le operazioni in Cisgiordania, effettuando perquisizioni nelle case palestinesi anche nel cuore della notte. Le azioni militari possono avvenire all’improvviso e per molti bambini sono diventate una realtà tristemente normale.
Allo stesso tempo, si registrano sempre più aggressioni da parte dei coloni israeliani. La settimana scorsa, quattro membri di una stessa famiglia palestinese — due bimbi piccoli, di 5 e 7 anni, e i loro genitori, di 35 e 37 — sono stati colpiti a morte con spari alla testa e al volto, a un checkpoint a Tammun. Gli altri due figli della coppia, di 8 e 11 anni, sono rimasti feriti dalle schegge.
Sempre la scorsa settimana c’è stato un nuovo attacco dei coloni israeliani a Taybeh, unica cittadina interamente cristiana della Cisgiordania: nel mirino proprietà pubbliche, una fabbrica di cemento e una cava.
Dall’inizio della guerra in Iran gli episodi di violenza sono sempre più numerosi: dagli attacchi a case e negozi fino ad aggressioni mortali con armi da fuoco. Secondo le Nazioni Unite, fino a metà marzo 2026 otto palestinesi erano già stati uccisi dai coloni. La continua preoccupazione per queste violenze e per le ingiustizie non fa che alimentare il senso di insicurezza.
Ripercussioni sul Caritas Baby Hospital
Di fronte a una situazione in rapido e progressivo peggioramento, anche progetti strutturali importanti, come la chirurgia diurna del Caritas Baby Hospital, subiscono forti ripercussioni. Diversi operai, provenienti dall’area di Hebron, non riescono a raggiungere il cantiere e le consegne di materiali da costruzione e di apparecchiature mediche subiscono ritardi significativi. Al momento non è ancora possibile prevedere con chiarezza le conseguenze sull’avanzamento dei lavori: inizialmente si stimava di poter effettuare il primo intervento chirurgico all’inizio dell’estate 2026.
Come Aiuto Bambini Betlemme seguiamo gli sviluppi con grande preoccupazione. Durante i giorni della festa che segna la fine del digiuno per i musulmani, la situazione in Palestina ha toccato il fondo: a causa del blocco totale, ai fedeli musulmani non è stato consentito recarsi alla moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme.
In un contesto così complesso e difficile, il personale del Caritas Baby Hospital sta intensificando gli sforzi per garantire la continuità degli aiuti essenziali e portare avanti progetti fondamentali come il nuovo reparto di chirurgia pediatrica.
Aiuto Bambini Betlemme, con sede a Verona, finanzia il Caritas Baby Hospital di Betlemme, l’unico ospedale pediatrico in Cisgiordania. La struttura accoglie ogni anno decine di migliaia di piccoli pazienti, negli ambulatori e nei reparti. Ogni bambino viene assistito, senza distinzione di provenienza sociale o religiosa. Il piano di cure prevede anche lo stretto coinvolgimento dei genitori; l’Ospedale pediatrico di Betlemme dispone inoltre di Servizi sociali qualificati. Con i suoi 250 dipendenti locali, è un importante datore di lavoro nella regione. Oltre a essere uno dei cardini della sanità palestinese, è anche in prima linea nella formazione di medici e infermieri pediatrici.
L’Ospedale pediatrico Betlemme è in grado di portare avanti la sua missione e salvare tante piccole vite solo grazie alle donazioni.
Per donazioni
Intestazione: Associazione Aiuto Bambini Betlemme ODV
IBAN: IT 39 K 05018 11700 000017176066 – Banca Etica
