Pasqua in Terra Santa tra tensioni e ostacoli: il Caritas Baby Hospital resta operativo
La Pasqua in Terra Santa è stata segnata da circostanze molto difficili: limitazioni alle cerimonie, tensioni e ostacoli alle celebrazioni che avrebbero dovuto infondere la fiducia e la speranza della Settimana Santa. In questo contesto il Caritas Baby Hospital rimane operativo ma i rifornimenti si stanno esaurendo e il personale medico è costretto ad attraversare zone pericolose per superare i blocchi stradali.
La Settimana Santa a Betlemme: tra tensioni e limitazioni
Anche quest’anno la Pasqua a Gerusalemme e in Terra Santa è stata celebrata in tono dimesso. Le persistenti tensioni e le restrizioni di sicurezza hanno limitato le funzioni religiose di tutte le confessioni, oscurando i riti della Settimana Santa che dovrebbero infondere luce, speranza e fiducia.
In particolare durante la Domenica delle Palme la polizia israeliana ha impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, di entrare nel Santo Sepolcro. Solo dopo il clamore internazionale il governo è intervenuto, autorizzando la celebrazione solenne della Pasqua nel santuario. Per molti cristiani che vivono a Betlemme, le restrizioni per entrare nella Città Santa sono ancora più rigide rispetto agli anni passati.
Anche i fedeli musulmani hanno recentemente subito limitazioni: alla fine del Ramadan, il 20 marzo scorso, molti non hanno potuto accedere, come di consueto, alla Spianata delle Moschee, alla Cupola della Roccia e al complesso di Al-Aqsa per la preghiera dell’Eid al-Fitr, che segna la conclusione del loro mese di digiuno.
In questo contesto di tensioni, i capi delle Chiese di Gerusalemme hanno lanciato un pressante appello alla comunità internazionale affinché si impegni per porre fine alle violenze «da Gerusalemme, passando per Gaza e la Terra Santa, fino agli Stati del Golfo e all’Iran».
L’Ospedale continua ad offrire servizi, supporto e amore ai bambini
Anche a Pasqua, il Caritas Baby Hospital di Betlemme è rimasto operativo. Un impegno tutt’altro che scontato: i rifornimenti si stanno esaurendo e diventa sempre più impegnativo e costoso garantire la disponibilità di generi alimentari, medicinali e carburante per i generatori. Per quanto riguarda la chirurgia, al momento, la ditta incaricata di consegnare le attrezzature ha sospeso temporaneamente il trasporto. Molti membri del personale dell’ospedale affrontano difficoltà quotidiane già nel raggiungere il Caritas Baby Hospital: spesso sono costretti a percorrere strade alternative, attraversando aree disagiate per evitare i blocchi stradali.
Come forma di resistenza, però, il Caritas Baby Hospital continua ad offrire servizi, amore e supporto. Ed è grazie a voi amici e sostenitori che l’équipe dell’ospedale pediatrico riesce a prendersi cura dei bambini palestinesi ammalati.
Aiuto Bambini Betlemme, con sede a Verona, finanzia il Caritas Baby Hospital di Betlemme, l’unico ospedale pediatrico in Cisgiordania. La struttura accoglie ogni anno decine di migliaia di piccoli pazienti, negli ambulatori e nei reparti. Ogni bambino viene assistito, senza distinzione di provenienza sociale o religiosa. Il piano di cure prevede anche lo stretto coinvolgimento dei genitori; l’Ospedale pediatrico di Betlemme dispone inoltre di Servizi sociali qualificati. Con i suoi 250 dipendenti locali, è un importante datore di lavoro nella regione. Oltre a essere uno dei cardini della sanità palestinese, è anche in prima linea nella formazione di medici e infermieri pediatrici.
L’Ospedale pediatrico Betlemme è in grado di portare avanti la sua missione e salvare tante piccole vite solo grazie alle donazioni.
Per donazioni
Intestazione: Associazione Aiuto Bambini Betlemme ODV
IBAN: IT 39 K 05018 11700 000017176066 – Banca Etica
