La storia di Eliaa: quando la cura giusta fa la differenza
Eliaa nasce a Betlemme e cresce sana nei suoi primi mesi di vita. Ma a un anno e mezzo una grave infezione mette a rischio la sua salute. Per guarire ha bisogno di cure specialistiche e di un’attenta osservazione che trova al Caritas Baby Hospital.
Una febbre improvvisa che cambia tutto
La nascita di Eliaa porta immensa gioia nella famiglia Abu Akar. Secondogenita di Ruba e Majd, cresce senza problemi durante il primo anno e mezzo di vita. Poi, improvvisamente, la situazione cambia.
Un giorno Eliaa viene colpita da una febbre alta e persistente. I genitori, sempre più preoccupati, cercano aiuto, ma trovare un’assistenza medica adeguata non è semplice. Intanto, la febbre continua a salire.
Le difficoltà non riguardano solo la salute della piccola. Majd lavorava come cuoco in un albergo a Betlemme, in un periodo in cui il turismo garantiva stabilità economica, poi la pandemia e la guerra a Gaza hanno fermato tutto, lasciandolo senza entrate sicure. Ruba, impiegata nei servizi di polizia, vive nell’incertezza: lo stipendio non è sempre garantito.
La famiglia, proveniente dai campi profughi di Dheisheh e Aida, dipende spesso da aiuti esterni per sopravvivere.
La diagnosi e il rischio di un intervento
Quando finalmente riescono a portare Eliaa al Caritas Baby Hospital, la situazione è seria. I medici diagnosticano una polmonite al polmone destro. Ulteriori esami confermano il sospetto più grave: un ascesso polmonare.
Per molti, la soluzione è una sola: un intervento chirurgico invasivo, con anestesia totale e rischi elevati per una bambina così piccola.
«Tutti dicevano che Eliaa doveva essere operata», racconta la madre. Dopo dieci giorni senza miglioramenti significativi, la decisione sembra inevitabile.
La scelta dei medici: evitare l’operazione
Proprio nel momento più critico, il team del Caritas Baby Hospital decide di seguire un’altra strada.
Grazie alla loro esperienza, i medici scelgono un approccio prudente. Vengono consultati specialisti in malattie infettive, ematologia e chirurgia toracica per valutare ogni possibile alternativa. La terapia farmacologica viene ottimizzata e la bambina viene monitorata costantemente, con un obiettivo chiaro: evitare l’intervento chirurgico.
Il miglioramento e la guarigione
Dopo pochi giorni arrivano i primi segnali di speranza. La febbre inizia a diminuire, Eliaa recupera le forze e l’infezione regredisce progressivamente. L’operazione non è più necessaria.
«Non sappiamo cosa sarebbe successo altrimenti», racconta il padre. «Se sarebbe sopravvissuta all’intervento o se avremmo potuto permettercelo».
Oltre alle cure mediche, il sostegno del Dipartimento dei Servizi Sociali del Caritas Baby Hospital è stato fondamentale per gli Abu Akar. Parte delle spese mediche è stata coperta, permettendo alla famiglia di concentrarsi sulla guarigione della figlia senza il peso insostenibile dei costi.
Grazie a una diagnosi accurata, a cure mirate e a un monitoraggio costante, Eliaa è guarita senza dover affrontare un intervento invasivo. Oggi la bambina sta bene e può tornare a vivere la sua infanzia. Per la sua famiglia, questa guarigione è molto più di un risultato medico: è una speranza concreta, arrivata nel momento più difficile.
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Cammina accanto ai bambini con fibrosi cistica e alle loro famiglie
Affrontare ora un viaggio verso il Caritas Baby Hospital può essere troppo costoso e pericoloso per le famiglie in Palestina. Solo grazie a voi le assistenti sociali riescono a far arrivare le medicine ai bambini che non possono muoversi dalle loro case ma hanno bisogno di terapie costanti. I bambini con fibrosi cistica sono tra i piccoli pazienti più a rischio in questo momento. La vostra donazione salva davvero una vita! DONA ORA, GRAZIE!

